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Gravidanza e nascita
Secondo le leggi dello Yoga della Pedagogia Dharmica il ciclo avere un figlio è un mezzo attraverso il quale l’individuo e noi come persone ci evolviamo. Attraverso la progene l'uomo si evolve e con esso, col proprio corpo e le sue funzioni di base, matura anche la sua coscienza. L'uomo viene visto nel Dharma e nello Yoga, come la forma più evoluta; l'unica in grado di prendere coscienza di se stessa. Chiamiamo questo passo, "Realizzazione del Sè". I nostri figli infatti, come anche noi, nascono con una possibilità magnifica, quella di diventare esseri liberi. Ad una anche breve osservazione, i bambini sono in effetti già liberi, ma possiamo osservare come tale libertà venga gradualmente persa nel tempo. La ragione principale di tutto ciò sono le impurità fisiche, mentali, sociali. La procreazione è legata in modo diretto alla nostra energia vitale e il riuscire a mantenere questa energia libera nel corpo e nella mente e slegata da impurità, per incanalarla e guidarla verso una realtà migliore è sicuramente il compito più difficile per un bambino e per un genitore. Il genitore è infatti colui che ha il compito di insegnare questo al figlio. L'educatore ha lo stesso copito verso gli altri. Ecco che "avere un figlio" implica questa responsabilità. Senza l'assunzione di tale scelta e la chiarezza di questa direzione, il genitore non comprenderà bene il vero motivo dell'educazione. Il fine dell'educare è composto da due importanti fattori: 1 aiutare a vivere una vita felice (questo include l'educare l'energia vitale) 2 realizzare se stessi (questo include realizzare le mete e le impressioni o i desideri in armonia con la vita e il bambino, ma anche realizzare la propria Vera natura - il Sè). Possiamo capire quanto sia grande e importante il ruolo degli educatori e dei genitori in questi termini.
"Avere un figlio" è la prima fase di questo lungo processo. Significa decidere di avere un figlio. Spesso questo accade per "caso" o non volutamente. Non importa, le cose non accadono mai per caso....tuttavia la cosa migliore sarebbe quella di decidere o essere presenti e coscienti della propria scelta. Questa farà maturare un'azione fisica che è il concepimento stesso. L’atto del concepimento molto spesso non è considerato importante, alle volte l’arrivo di un bambino accade in modo inaspettato, alle volte lo si desidera da molto tempo e questo ci induce ad avere molte aspettative sul figlio. In realtà il concepimento è un atto consapevolmente deciso da entrambi i genitori e mantenuto libero da aspettative e desideri personali. È un atto puramente evolutivo e impersonale, il servizio alla vita e a Dio è la spinta più pura e libera che mantiene puro e libero anche l’individuo che è accolto. Per procreare bisogna essere in due, tutte e due le persone devono avere chiaro l’intento e mettere lì la loro energia. L’intento che noi mettiamo al momento del concepimento sarà l’imprinting del futuro essere. L’ attenzione che noi gli diamo lo condurrà nei suoi futuri passi. Il nuovo individuo avrà il patrimonio genetico della famiglia del padre e della madre e questo patrimonio genetico determinerà la sua evoluzione e quella dei suoi figli. Questo è il processo evolutivo naturale, noi ci evolviamo anche attraverso i nostri figli. Un concepimento consapevole prevede una preparazione prima dell’atto con una festa dove i genitori si impegnano ad accogliere il nuovo arrivate e le persone che gli stanno attorno sostengono il loro intento. I genitori inoltre qualche mese prima di questa festa potranno iniziare una purificazione del loro corpo, dell’ambiente dove vivono, delle loro relazioni delle loro resistenze e impurità che riguardano emozioni e pensieri o idee. Nel Dharma usiamo fare delle "cerimonie" per elevare e aprire la coscienza di questi passaggi. Alcuni di questi momenti di rito, in particolar modo quelli che vanno dal concepimento fino alla nascita sono: il concepimento, l'inizio della gravidanza, la sicurezza, la nascita. Questi rituali sono momenti in cui lo sposo e la sposa, in compagnia con i propri amici, fratelli e sorelle più vicini, si riuniscono per celebrare e ricordare la ragione più vera e profonda del ciclo "avere e crescere bambini". Il "ricordare" rappresenta il prendere coscienza che l'atto procreativo non è solo connesso al piacere personale o al solo desiderio di avere un figlio, ma che questi elementi, comunque importanti, nascono invece in funzione di sostenere un processo molto più profondo che ha a che fare col realizzare la vita e realizzare la propria Vera natura. Quello che con l'esperienza, la meditazione, la ricerca e la disciplina, abbiamo potuto imparare, è che la nostra Vera natura è divina. Noi siamo pura coscienza incontaminata. Ogni nostra azione, ogni cosa che cerchiamo intimamente di realizzare, ha a che fare con l'espressione di ciò che veramente siamo. Per questo possiamo comprendere che lo sviluppo, la sua crescita, la stessa nascita di un figlio, implica il sostenere la sua autorealizzazione, aiutare il suo processo di crescita su tutti i piani, fisico, materiale, mentale, sociale, ma anche spirituale. L'aspetto spirituale è paragonabile alla fonte dalla quale si trae la forza per ogni altra cosa. Non occuparsi della Vera natura di un essere, è come ignorare la sua reale esistenza. Questo ha dei riscontri negativi evidenti: l'individuo si perde nella sua mente e si identifica eccessivamente col suo ego. Per tale motivo è importante dare una particolare attenzione a chi egli realmente è. I rituali o cerimonie, sacramenti o come meglio si desidear chiamarli, sono quei momenti in cui ricordiamo chi siamo e il motivo per cui siamo qui. Avere un figlio è uno dei momenti più belli della fase della famiglia. In verità inizia proprio con questo atto, l'essere una famiglia. Una grande energia e un grande entusiasmo animano padre e madre e questa condizione da forza al bambino e al suo corpo di crescere sano e felice. La fase della gravidanza comprende diverse tappe e va curata e sostenuta. Nel Dharma la madre si astiena da ogni attività eccessivamente pesante, sia fisicamente che mentalmente. Il padre che ha una funzione, in questo momento, di sostegno, si occupa di portare sicurezza e protezione alla madre e al figlio. E' un periodo solitamente ricco di doni e momenti belli. La vita, Dio, la gioia, stanno entrando nella famiglia. Portatore di questo è il figlio. La sua purezza, la sua fragilità e fiducia, condizionano positivamente tutti i membri della famiglia. Che meraviglia!!! Quale dono prezioso sta arrivando.